"Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente;
anche la prima pioggia l'ammanta di benedizioni."
Sal 84,7
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venerdì 4 marzo 2011

IX Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno A : Mt 7,21-27

Meditazione del Vangelo di domenica:






Meditazione di Sant'Afraate (?-circa 345), monaco e vescovo a Nìnive (nell'Iraq attuale) 
dimostrazioni, n° 1 ; SC 349, 210

« Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo  » (1Cor 3,11)
        Un re non rimane in una casa svuotata di tutti i suoi beni; non vi abita. Il re necessita di tutto un apparato degno di lui, cosicché egli non manchi di nulla... Così è dell'uomo diventato dimora per Cristo-Messia: provvede a quanto conviene al servizio del Messia che abita in lui, a quanto gli piace.

        Infatti, costui costruisce prima il suo edificio sulla pietra, cioè sullo stesso Messia. Su questa pietra è posata la fede, e sulla fede si innalza tutto l'edificio. Perché la casa diventi la sua dimora, gli viene chiesto il digiuno puro, stabilito sulla fede. Gli viene chiesto la preghiera pura ricevuta nella fede. Necessita dell'amore, innalzatosi  sulla fede. Ha bisogno anche dell'elemosina data con fede. Che domandi l'umiltà, amata con fede. Che scelga per lui la verginità, amata teneramente nella fede. Che coltivi in sè la santità, piantata sulla fede. Che mediti anche la sapienza, trovata nella fede. Domandi anche per lui la condizione di straniero, utile nella fede. Gli occorrerà anche la semplicità, unita alla fede. Domandi ancora la pazienza, che è compiuta dalla fede. Si renda perspicace mediante la mitezza, acquisita dalla fede. Ami la penitenza, che si mostra alla fede. Domandi anche la purezza, custodita dalla fede... Queste sono le opere richieste dal re Messia, che abita negli uomini che costruiscono se stessi con tali opere. La fede infatti è composta di molte cose e si adorna di molti colori, perché è simile a un edificio costruito con materiali molteplici e il suo edificio si innalza fino in alto...

        Così è della nostra fede: il suo fondamento è la vera pietra, cioè il nostro Signore Gesù il Messia... Questo fondamento è la base di tutto l'edificio. Se uno giunge alla fede, è posato sulla roccia, cioè sul nostro Signore Gesù il Messia. E il suo edificio non sarà scosso dai flutti, né danneggiato dai venti, né vacillerà nelle tempeste, perché questo edificio si innalza sopra la roccia, il vero fondamento.

Fonti tratte da www.vangelodelgiorno.org

domenica 20 febbraio 2011

VII Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno A : Mt 5,38-48





Meditazione del giorno 
Sant'Aelredo di Rievaulx ( 1110-1167), monaco cistercense inglese 
Dallo « Specchio della carità »Lib. 3, 5; PL 195, 582 (trad. dal breviario)  
« Amate i vostri nemici »
        Non c'è niente che ci spinga ad amare i nemici, cosa in cui consiste la perfezione dell'amore fraterno, quanto la dolce considerazione  di quelle ammirabile pazienza per cui egli, « il più bello tra i figli dell'uomo » (Sal 44, 3) offrì il suo bel viso agli sputi dei malvagi. Lasciò velare dai malfattori quegli occhi, al cui cenno ogni cosa ubbidisce. Espose i suoi fianchi ai flagelli. Sottopose il capo, che fa tremare i Principati e le Potestà, alle punte acuminate delle spine. Abbandonò se stesso all'obbrobrio e agli insulti. Infine sopportò pazientememte la croce, i chiodi, la lanciam il fiele e l'aceto, lui in tutto dolce, mite e clemente. Alla fine fu condotto via come una pecora al macello, e como un agnello se ne stette silenzioso davanti al tosatore e non aprì bocca (cfr. Is 53, 7).

        Chi al sentire quellq voce meravigliosa piena di dolcezza, piena di carità, piena di inalterabile pacatezza: « Padre, perdonali » non abbraccerebbe subito i suoi nemici con tutto l'affetto? « Padre », dice, « perdonali » (Lc 23, 34). Che cosa si poteva aggiungere di dolcezza, di carità ad una siffatta preghiera?

        Tuttavia egli aggiunse qualcosa. Gli sembrò poco pregare, volle anche scusare. « Padre, disse, perdonali, perché non sanno quello che fanno ». E invero sono grandi peccatori, ma poveri conoscitori. Perciò: « Padre, perdonali ». Lo crocifiggono, ma non sanno chi crocifiggono... Lo ritengono un transgressore della legge, un presuntuoso che si fa Dio, lo stimano un seduttore del popolo.  «Ma io ho nascosto da loro il moi volto, non riconobbero la mia maestà ». Perciò: « Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno ».

        Se l'uomo vuole amare se stesso di amore autentico non si lasci corrompere da nessun piacere della carne, rivolga ogni suo affetto alla dolcezza del pane eucaristico. Inoltre per riposare pià perfettamente e soavemente nella gioia della carità fraterna, abbracci di vero amore anche i nemici. Perché questo fuoco divino non intiepidisca di fronte alle ingiustizie, guardi sempre con gli occhi della mente la pazienza e la pacatezza del suo amato Signore e Salvatore.

Fonte tratta da www.vangelodelgiorno.org

domenica 13 febbraio 2011

VI Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno A : Mt 5,17-37


Meditazione del giorno 
Sant'Ireneo di Lione (circa130-circa 208), vescovo, teologo e martire 
Contre le eresie IV,13,3 ; SC 100, 525
La Loi enracinée dans nos cœurs
        Ci sono dei precetti naturali della Legge che già conferiscono la giustizia; anche prima che la Legge fosse stata  data a Mosè, degli uomini osservavano questi precetti, e sono stati giustificati dalla loro fede e sono stati graditi a Dio. Questo è confermato dalle parole: «Fu detto agli antichi: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore». E ancora: «Fu detto: Non uccidere. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio» (Mt 5,21)... e così via. Tutti questi precetti non implicano né la contraddizione, né l'abolizione dei precetti precedenti, ma il loro compimento e la loro estensione. Come ha detto il Signore stesso: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 5,20).

        In cosa consiste questo superare? Prima nel credere non più soltanto nel Padre, ma anche nel Figlio suo, ormai manifestato. Lui infatti conduce l'uomo all'unione con Dio. Poi, nel fare, invece che dire senza fare – perché loro «dicono e non fanno» (Mt 23,3) –, e nell'evitare non soltanto le opere cattive, ma anche il desiderarle. Insegnando questo, non contraddiceva la Legge bensì compiva la Legge e radicava dentro di noi le prescrizioni della Legge... Prescrivere di astenersi non solo dagli atti vietati dalla Legge, ma persino dal loro desiderio, non indica  un atteggiamento  che contraddice e abolisce la Legge; ma che la compie e la estende.

Fonte tratta da www.vangelodelgiorno.org

domenica 6 febbraio 2011

V Domenica T.O. anno A

BREVE RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA DOMENICA....
"Voi siete la luce del mondo..."
V Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno A : Mt 5,13-16
Meditazione del giorno 
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità 
A Gift for God

« Risplenda la vostra luce davanti agli uomini »
        I cristiani sono come una luce per gli altri, per tutti gli uomini del mondo. Se siamo cristiani, dobbiamo assomigliare a Cristo.

        Se vorrete impararla, l'arte della premura vi farà assomigliare sempre di più a Cristo, perché il suo cuore era umile e era sempre attento ai bisogni degli uomini. Una grande santità comincia con tale premura per gli altri ; per essere bella, la nostra vocazione deve essere piena di tale premura. Dovunque sia andato Gesù, ha fatto il bene. E la Vergine Maria a Cana non pensava a nulla se non ai bisogni altrui, ed a comunicarli a Gesù.

        Un cristiano è un tabernacolo del Dio vivente. Mi ha creata, mi ha scelta, è venuto ad abitare in mezzo a me, perché aveva bisogno di me. Ora che avete imparato quanto Dio vi ama, cosa di più naturale per voi che passare il resto della vostra vita a risplendere di questo amore ? Essere cristiano, è accogliere veramente Cristo e diventare un altro Cristo. È amare così come siamo amati, come Cristo ci ha amati sulla croce.

Meditazione tratta da: www.vangelodelgiorno.org